“I Portimonensi (i miei nuovi concittadini in Portogallo)”

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“I Portimonensi (i miei nuovi concittadini in Portogallo)”

Postato da Cristina Commellini on 07/10/2020
| 3 commenti

Vi presentiamo oggi il terzo articolo della rubrica di Cristina (per leggere l’articolo precedete clicca qui.) Oggi la nostra amica ci descrive le sue impressioni sui nuovi concittadini a seguito del suo trasferimento in Portogallo.

“I Portimonensi (i miei nuovi concittadini in Portogallo)”

Dal nostro arrivo e trasferimento in Portogallo, a maggio dello scorso anno, sono state molte le nuove conoscenze sia di compatrioti che di cittadini portimonensi.
Il primo avvertimento ricevuto e di cui posso garantire la veridicità, è che qua il ritmo di vita è lento.
L’esempio più lampante è la fila nei centri commerciali, in quanto sia gli acquirenti che i cassieri non dimostrano alcuna fretta. Durante le mie prime code, mi sarebbe venuta la voglia di apostrofarli con la mia tipica espressione mantovana, acquisita dai parenti lombardi e cioè….”disgnalat” muoviti.. ma poi mi sono adattata senza più insofferenza.
Ho trovato gentilezza, educazione, disponibilità in modo particolare quando ho avuto necessità di relazionarmi con personale medico e delle farmacie ed ho riconosciuto la loro pazienza nonché una grande empatia, nel cercare di avere la certezza che avessi capito tutto.
Mitici però sono i cassieri dei supermercati quando prendi un prodotto privo del codice a barre. Anche se hai fretta e gli dici che non importa e che lo prenderai un’altra volta, loro telefonano fino a quando non hanno risolto il problema per poi salutarti con la solita espressione universale: Obrigada/o

Può sembrare scontato ma non siamo più abituati a sentire: grazie, prego, a trovare chi ti apre il portone, chi ti porta le borse fino all’ascensore, chi rispetta le file ed oggi, per le norme covid, chi mantiene le distanze e usa le protezioni con grande disciplina.
Potrei citare anche la conoscenza dei nuovi compagni di tifo solo per metà dell’anno calcistico nonostante il mio scarso portoghese. C’era molta simpatia e sintonia ed ho imparato i colori dei cartellini amarelo e vermelho nonché alcuni epiteti dedicati agli arbitri oltre a gioire insieme in caso di vittoria della “Portimonense”.

Anche per quanto riguarda negozi, palestre, biblioteche ho trovato persone disponibilissime, ad esempio la mia nuova parrucchiera diventata in breve tempo amica e confidente, come tipico della categoria, ed ho potuto, grazie a lei, avere ancora i miei ricci come un tempo.

I Portimonensi i miei nuovi concittadini in Algarve 1L’incontro più buffo però è stato quello con un barista che ride ogni volta che mi vede, infatti la prima occasione per sfoderare il mio presunto linguaggio portoghese, l’ho avuta quando gli ho chiesto del…sumo de aragna.., salvo poi capire delle sue risate, che avevo sbagliato qualcosa. Grazie al traduttore vocale e con grandi scuse, ho intuito quanto è importante la pronuncia e quindi ho chiesto del… sumo de larangia.. 
Poveretto farmi un succo di ragno, sicuramente, sarebbe stato piuttosto complicato!!!

Baci e alla prossima settimana con un nuovo articolo su I luoghi magici in Algarve, Portogallo“.

Cristina

3 thoughts on ““I Portimonensi (i miei nuovi concittadini in Portogallo)”

  • Aldo
    on 07/10/2020

    È sempre piacevole leggere i tuoi scritti. Complimenti

  • Monica Giachetti
    on 08/10/2020

    Bravissima!
    È molto piacevole leggere i tuoi articoli
    Pur non vivendo in Portogallo ma essendoci venuta solo qualche volta in visita, ho riscontrato come te gentilezza ed educazione nei portoghesi.

  • Alberto
    on 19/10/2020

    La fortuna che io e Patty abbiamo avuto qui a Portimao ! ? Conoscerti e dividere con te tantissimi moment felici ! E ne verranno migliori …..!

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